
Tirare in ballo gli assenti sarà poco produttivo ma in questo caso
inevitabile. Ballano tre nomi fra l’Udinese pensata e che doveva
essere nelle intenzioni, e quella che vediamo in questo finale di
stagione, pallida, senza stimoli e senza forze, senza soluzioni per
elevarsi da una povertà di pensiero e di opere. I nomi sono quelli
noti di Sanchez, Thauvin e Davis, uomini di classe che dovevano
aggiungere tutto ciò che manca all’Udinese di oggi, incappata a Genova
nella terza sconfitta consecutiva con una leggerezza inaccettabile.
Hanno toppato tutti quelli schierati nell’undici di partenza, l’unica
sufficienza la riservo ad Atta per la splendida iniziativa con cui a
inizio ripresa, servendo dall’out un pallone radente sul netto, ha
messo Lucca solitario davanti alla porta spalancata. Anzichè gli
scarpini, il centravanti ha calzato gli zoccoli da spiaggia sparando
fuori quella che sarebbe stata la rete del vantaggio. E questo sarebbe
uno da Nazionale? Davanti a sprechi simili e a una insistita
propensione al fallo nei corpo a corpo, segnali anche di arrogante
disconnessione dal contesto, ti vengono mille dubbi.
Se assolvo gente come Bijol, Karlstrom e lo stesso Ehizibue (scarso,
ma almeno corre) che hanno sempre tirato la carretta, mi chiedo come
non trovino motivazioni – o chi li deve guidare (Runjaic) non le
sappia trasmettere – ragazzi come Zarraga, Iker Bravo, lo stesso
Ekkelenkamp che dopo la fase dell’olandese segnante (tre gol in due
partite) si è perso pure lui.
Mancando lo spirito combattivo, quello che ha manifestato a profusione
il modesto Grifone, a compensare il deficit tecnico, ecco che emerge
in tutta evidenza l’assenza della leadership trascinante dei tre
assenti che abbiamo menzionato sopra. Senza di loro viene meno il
collante tecnico e di personalità che tenga assieme la squadra, le
garantisca un filo conduttore e sbocchi di gioco non banali. Ma quei
tre – o meglio due perché Thauvin è finito ko solo nelle ultime tre
gare, tutte perse – si sono rivelati ahinoi fragili, fisicamente
inaffidabili, portati a Udine nella speranza che l’aria del Friuli
potesse avere effetti taumaturgici sulle loro fragili membra. Da loro
soltanto qualche lampo, qua e là, per illudere e forse illudersi di
essere ancora giocatori che fanno la differenza.
L’Udinese, così come si propone oggi, sarebbe da quart’ultimo posto
risicato, insomma la solita Udinese degli ultimi anni. Nel primo tempo
di Marassi neanche un tiro in porta; nella ripresa, anche grazie ai
cambi, qualche accelerazione e qualche azione degna di questo nome, il
tutto insufficiente per ingraziarsi la buona sorte che, se non
pungolata, ti volta le spalle. Ecco allora i millimetri di fuorigioco,
in pratica mezza spalla di Lucca, che vanificano il bel gol di Rui
Modesto; ecco allo scadere un fallo netto su Pafundi, a cavallo
dell’area, che non trova seguito perché il Var dorme e l’arbitro
decide che bisogna chiudere baracca e burattini senza indugiare oltre.
A decidere, così, è la rete di Zanoli, lo stesso “sconosciuto” che
all’andata aveva fatto impazzire il povero Tourè e la catena sinistra
bianconera, senza che Runjaic capisse da che parte arrivavano i
pericoli. Benedetta Udinese, diranno gli amici del Grifone: 6-punti-6
pappati ai bianconeri!
Sempre in anticipo serale, il prossimo venerdì arriverà allo stadio
Friuli il Milan. Auspicando il rientro almeno di Thauvin, Runjaic
dovrà proporre un’altra Udinese, nello spirito in aggiunta ad altri
uomini. Lovric e Pajero vanno rispolverati in mezzo, così come in
fascia Rui Modesto si propone come prima scelta. Il sinistro fatato di
Pafundi farebbe comodo, ma il golden boy di Monfalcone in questo
contesto tattico non ce lo vedo. Va tenuto presente come cambio
prezioso, da impiegare però a più lunga gittata, almeno mezz’ora, per
saggiarne l’incidenza.
Mentre il Torino bussa al decimo posto da scippare ai bianconeri,
Runjaic ha ufficializzato che l’obiettivo stagionale sono i 50 punti.
Beh, dopo tre sconfitte e mancando sette partite è ora di darsi una
mossa. In caso contrario, scatterebbe il dubbio a mettere in
discussione la conferma certa.


