Udinese Milan

È impensabile in una società giusta e democratica fare discriminazioni di sesso, colore, etnia senza essere taggati di razzisti, per questo il provvedimento molto duro e netto preso nella partita Udinese Milan dall’arbitro da una svolta esemplare e unica nella maniera giusta di colpire quanti si ritengono sopra le righe e facciano delle discriminazioni razziali.  Questo provvedimento duro e pesante potrebbe portare a una maggior correttezza di tutti negli stadi in tutte le forme e misure. Si perchè oltre il comportamento scorretto verso i portieri discriminati per ragioni razziali ci sono anche altre discriminazioni o comportamenti scorretti verso persone molto meno in vista / quindi importanti per la partita ma anche per quanti vi lavorano che si trovano a vivere con mille euro al mese contro i 30.000 o più dei giocatori importanti.

 Non è un aggancio all’invidia di chi guadagna di più ma una visione più democratica della società che sembra mettere a parte i principi di giustizia verso le persone comuni che non possono parlare più di tanto perché non famose. 

E’ un bene che la società riscopra i valori democratici di un vivere comune, di un capirsi insieme, di crescere tutti assieme in 90 minuti circa due ore di gioco per condividere una esperienza, ma è giusto data la volontà di sistemare la situazione che tutti ne traggono beneficio perché solo in questo modo è una scelta democratica cioè che viene dal popolo altrimenti può solo essere una scelta di una fazione piuttosto che l’altra ritornando a quello che viene considerato un torto per una parte o per l’altra, che quindi non placa gli animi ma riaccende una scintilla di revanscismo tale da innescare una scaramuccia.

 Sappiamo bene che la nostra società di oggi è aperta alla giustizia ma allo stesso tempo fa dei torti a una parte o all’altra per questo ci ritroviamo da una scaramuccia a una guerra e vediamo come proprio in questi anni si passi sempre più dà scaramucce a guerre, perchè?  

Le varie associazioni di calcio hanno tutte una finalità pacifista, l’intento di placare gli animi, la volontà di trovare nel gioco lo sfogo delle proprie rabbie, incomprensioni e speranze di un mondo migliore.

G. Strizzolo

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