Nel racconto la testimonianza di una persona presente alla partita di calcio. Con un secco 6-0 la nazionale italiana di calcio travolge in amichevole la squadra dell’ex repubblica sovietica, la  Moldavia.  E’ un bel risultato che ci convince. L’Italia, priva di titolari e in fase sperimentale, si muove con disinvoltura, diverte e triangola con facilità davanti all’attonito allenatore avversario. Roberto Mancini ha un preciso sistema tattico e lo hanno imparato anche gli esordienti.

Oggi sui giornali sportivi si parla abbondantemente di questa partita e dell’allenatore Mancini, ma qui io voglio ricordare un evento per me indimenticabile, accaduto il 28 maggio 2007. Il grande centrocampista serbo Sinisa Mihajlovic a 38 anni decide di dare l’addio al calcio giocato e pensa di fare una grande festa assieme a Roberto Mancini, suo allenatore. 

Massimo Moratti  mette loro a disposizione un aereo su cui  fa salire tutti i giocatori dell’Inter assieme a giornalisti, organizzatori,  fotoreporter e operatori video, tra cui il sottoscritto e via alla volta dei Balcani. 

La destinazione è Novi Sad dove Sinisa ha iniziato la carriera con la squadra locale. Nella hall dell’aeroporto di Belgrado dove atterriamo, l’Inter, campione d’Italia 2006-2007,  viene accolta da un fragoroso applauso. Il bus su cui ci trasferiamo a Novi Sad è scortato da 4 macchine della polizia e, nel viale che porta all’albergo assegnato,  centinaia di bambini ci salutano sventolando  le bandierine dell’Inter e della Serbia. Baci e abbracci in grande abbondanza, saluto delle autorità, musiche balcaniche per tutta la serata.

Ma la festa vera è l’indomani allo stadio FK Vojvodina dove tutto è pronto per una partita amichevole tra gli ex compagni di Mihajlovic e l’inter,  dove anche Mancini indosserà la maglia neroazzurra.

Lo stadio viene preso d’assalto già due ore prima dell’inizio della gara (l’entrata è gratis e così anche la birra). Sembra di essere in un film di  Emir Kusturica: Mihajlovic con la moglie e tre figli piccoli entra in campo tra fuochi d’artificio e scortato da un complesso di trombe e tromboni. 

Inizia la partita, ma non è una vera partita. Sinisa, con le lacrime agli occhi, cambia maglia due o tre volte, fa giocare anche suo figlio più grande con i colori dell’Inter. I giocatori spesso fermano il gioco e si abbracciano: gli appalusi e la commozione di migliaia di spettatori è alle stelle. Lo spettacolo è incredibile e stupefacente!

Io sono sbalordito. Appena meno di 8 anni prima, nella guerra della Nato contro la Jugoslavia di  Slobodan Milosevic, Novi Sad aveva subito pesanti bombardamenti da parte di aerei americani .

Nell’alleanza contro Milosevic c’era anche l’Italia e gli aerei pieni di missili che distrussero tutti i ponti sul Danubio intorno a Novi Sad,   partivano proprio  da Aviano. Eppure i tifosi esultavano felici e scandivano il nome della squadra milanese. Potenza del calcio !! 

Marcello Terranova

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